Nel 2021 saranno 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale. Negli ultimi 5 anni, la mancata candidatura della Capitale all’Expo del 2015, la cancellazione da parte del governo Monti nel 2012 della candidatura alle Olimpiadi del 2020 e la mancata candidatura della Giunta Raggi alle olimpiadi del 2024, sono state occasioni perse per il rilancio economico della città di Roma.

Storicamente Roma diventa, ufficialmente, la nuova capitale del Regno d’Italia con la legge n. 33 del febbraio 1871. La città, come conseguenza di questo passaggio di status, subisce importanti modifiche urbanistiche, architettoniche e funzionali e diventa il simbolo dell'Unità Nazionale che si affermava dopo secoli di tristi divisioni.

Ancora oggi come capitale culturale, politica, scientifica e intellettuale Roma riveste un ruolo sempre più importante in un’Italia troppo spesso divisa motivo per cui non è ulteriormente tollerabile l'abbandono della gestione ordinaria della città di Roma da parte delle Istituzioni.

Non è più condivisibile l’idea che la Capitale, in nome di una presunta “ingovernabilità”, continui ad essere relegata ad una rappresentanza politica dalle prerogative pubbliche che hanno perso credibilità e il cui unico sostentamento proviene da un’economia fondata da entrate provenienti quasi esclusivamente dal turismo di massa.

Non è più tollerabile il recente disinteresse per la Capitale da parte di alcune delle classi dirigenti nazionali, incapaci di rilanciare il ruolo di Roma come collante culturale e politico della Nazione.

Non è più tollerabile la continua diatriba riguardo il finanziamento di tutte le leggi “per Roma Capitale” fin qui prodotte dal Parlamento nazionale, aventi per oggetto la manutenzione, la cura e il restauro dei monumenti più importanti della città. Ogni anno il Comune di Roma riceve dal governo fondi necessari per finanziare gli extracosti dovuti al suo “ruolo di Capitale”, fondi che servono a “risarcire” la città rispetto alle spese sostenute per supportare tutta la macchina nazionale e internazionale, garantire la sicurezza rispetto ad eventi e manifestazioni.

E' necessario rilanciare la Capitale d’Italia e togliere ogni alibi a chi governa la seconda città più grande d’Europa, come se si trattasse di un piccolo comune. Lo stesso Papa Francesco afferma che "la proclamazione di Roma Capitale fu un evento provvidenziale, che allora suscitò polemiche e problemi. Ma cambiò Roma, l'Italia e la stessa Chiesa: iniziava una nuova storia...Roma avrà un futuro, se condivideremo la visione di città fraterna, inclusiva, aperta al mondo".

Occorre pertanto sensibilizzare la pubblica opinione circa l’importanza della ricorrenza dei 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale proponendo idee e progetti di interesse pubblico, organizzando iniziative, eventi, manifestazioni attinenti alle necessità della città.

E' necessario lanciare un grande piano di manutenzione dei monumenti e dei servizi superando le logiche emergenziali che tanti danni ha generato alla città negli anni, rinnovare lo spazio politico per sollecitare le varie sensibilità della società romana a rilanciare un nuovo pensiero pubblico che faccia ripartire la Capitale d’Italia.

I 150 anni sono un'occasione da non sprecare per rilanciare Roma nel mondo e per rendere Roma competitiva e moderna al pari delle altre capitali europee e mondiali.

Partito Democratico Roma IX

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