Il 28 marzo 2018 il Gruppo di Lavoro “Scuola, Cultura, Turismo e Sport” del PD Roma IX ha incontrato Maria Coscia, già Deputata del Partito Democratico, coinvolta nell’iter di approvazione della legge di riforma del sistema scolastico.

Alla riunione erano presenti il Coordinatore dei Gruppi di Lavoro (Massimo Nozzi), la responsabile del progetto “Scuola” (Cesarina Evangelista) e il Segretario del PD Roma IX (Alessandro Garrisi).

Dopo l’introduzione del Segretario Alessandro Garrisi e una breve esposizione del lavoro svolto dai Gruppi del coordinatore Massimo Nozzi e alcune considerazioni svolte dalla capo progetto Cesarina Evangelista, Maria Coscia ha relazionato sui punti più complessi e qualificanti della legge.

In particolare ha ricordato i due temi su cui c’è stata la maggiore ostilità da parte delle organizzazioni sindacali:

  • Il metodo di assegnazione ai docenti dei 300 milioni per il merito.
  • La chiamata diretta dei docenti da parte del Dirigente.

Per quel che riguarda entrambe le questioni l’aver spostato dal Ministero al livello d’istituto le competenze ha provocato reazioni negative da parte di chi, seguendo una visione più centralistica e ministeriale, riconosce criticità anche nel concetto di “autonomia scolastica” (comprendendo in ciò la capacità di autogoverno degli Istituti, principio elaborato già negli anni ‘70 del secolo scorso).

La stessa reintroduzione dell’obbligo all’”aggiornamento”, in passato reso facoltativo dalla contrattazione nazionale, ha suscitato tantissime polemiche tra i docenti, ridando comunque forza all’impegno di continua crescita professionale degli insegnanti.

L’aver quasi prosciugato le Graduatorie Ad Esaurimento con decine di migliaia di assunzioni a tempo indeterminato, in particolare nelle scuole medie e nelle superiori, è stato certamente un risultato positivo che oggi consente di ripartire con le assunzioni tramite regolare concorso, sistema di reclutamento abbandonato da decenni. Purtroppo anche questo ritorno alle regole e alla normalità ha prodotto in molti ambienti scolastici ostilità e condanna generalizzata.

Specialmente le nuove assunzioni e il prosciugamento delle GAE hanno anche l’obiettivo dell’allargamento dell’Organico Funzionale in modo tale da permettere a ciascun Istituto, con un’accresciuta dotazione di personale, la possibilità di progetti straordinari, di innovazione didattica, ed in particolare di sostenere progetti come l’Alternanza Scuola-Lavoro con fasi progettuali seguite da specifiche sperimentazioni didattiche e lavorative.

Importantissima ma sottovalutata la dotazione di risorse economiche per la scuola, dopo tanti anni di tagli, come ad esempio il progetto “Scuola Digitale” per il quale vi è una disponibilità di circa un miliardo di euro e i 9,5 miliardi per l’edilizia scolastica. Importanti impegni di bilancio che sembrano completamente ignorati.

La Buona Scuola ha anche esteso ai Licei l’obbligo, come nei maggiori Paesi Europei, dell’alternanza Scuola – Lavoro e contemporaneamente ha inserito tra le aziende interessate tutto il settore culturale (musei, biblioteche, istituti per il restauro, ecc.). A livello nazionale si è già concretizzato un quadro vasto di partecipazione con tantissimi risultati positivi; vi sono anche stati disservizi, approssimazioni e contrattempi, ma certamente la qualità dei periodi di “alternanza” sta sensibilmente salendo e, con l’Organico Funzionale dotato di un maggior numero di docenti, non si registreranno appesantimenti nei carichi di lavoro. Certo cambia e di molto il metodo d’insegnamento, ma è comunque limitato, specialmente per i licei, ad un pugno di ore nell’arco di un triennio, e considerata la possibilità di vivere, anche se per un breve periodo, il mondo del lavoro risulta incomprensibile il rifiuto, di molta parte del mondo sindacale, a questa pratica.

Infine, ha concluso Maria Coscia, sulla difficile comprensione di questa riforma ha probabilmente pesato una grave mancanza di comunicazione, laddove la polemica antigovernativa ha molto distorto la struttura e le peculiarità di questa riforma che è incentrata su un principio che si è incardinato dagli anni passati e che è retaggio di gran parte del mondo della cultura, l’autonomia scolastica.

Moltissimi interventi degli iscritti a conclusione della relazione, che hanno toccato diversi argomenti sensibili, tra i quali: le difficoltà con i sindacati nella gestione del rapporto “scuola-lavoro”; la capacità di sperimentazione delle scuole; le difficoltà a far accettare agli insegnanti le procedure di valutazione del corpo docenti; l’importanza dell’aggiornamento per chi insegna; la difficoltà di accesso ai fondi europei per le scuole, spesso intrappolate dalle varie competenze dei diversi corpi dello Stato.