Il IX Municipio non ha una Casa della Salute: una struttura che possa fornire servizi ambulatoriali, specialistici, di gestione delle patologie croniche, ed altro ancora. La legge stabilisce che ve ne sia una ogni 15 mila abitanti, per il IX Municipio ne occorrono almeno quattro per coprire la vastità del suo territorio. Una Casa della Salute aiuterebbe certamente a snellire le procedure e il lavoro del Pronti Soccorso decentrando nei quartieri popolari la sanità di primo intervento, aiutando costantemente i pazienti con patologie croniche o non urgenti con immediatezza inoltrandoli in ospedale quando sia effettivamente necessario.

La mancanza di Case della Salute porta alla congestione del Pronto Soccorso e registra sempre più spesso drammatici eventi. Una donna di 72 anni è morta pochi giorni fa all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Il magistrato giustamente sta indagando e stabilirà con precisione le cause della morte.

È inaccettabile però, per un paese civile, che una persona anziana malata e sofferente debba trascorrere ore su una barella di un Pronto Soccorso affollato e ridotto al limite della sua funzionalità, senza che vi siano condizioni per la somministrazione delle terapie necessarie.

In una Casa della Salute avrebbe trovato il suo medico di base e l’urologo che da tempo la seguiva e poteva essere monitorata in pochissimo tempo consentendole di tornare a casa in poche ore o di essere inoltrata direttamente per un ricovero ospedaliero.
Purtroppo la signora, dopo ore di attesa, si è recata in bagno da sola ed è caduta senza che nessuno se ne accorgesse. Certamente avrebbe dovuto essere accompagnata, ma ormai il personale del Pronto Soccorso è impegnato in una frenetica attività che può facilmente portare ad errori ed omissioni

È stato casuale, quindi, che qualcuno dentro l’ospedale si sia accorto della donna riversa a terra.

Un reparto, quello del Pronto Soccorso del Sant’Eugenio (come tutti quelli romani), perennemente in difficoltà sovraffollato di casi sia urgenti che banali, che un forte decentramento della Sanità riporterebbe alle sue giuste funzioni di Presidio d’urgenza per i casi gravi e gravissimi.  .

L’Amministrazione Capitolina, per una volta, si è ricordata del verde. Con l’«Ordinanza della Sindaca 86/2018», infatti, è corsa ai ripari per l’estate, imponendo ai cittadini di provvedere al taglio periodico dell’erba nei cortili, nei terreni e nelle aree incolte al fine di combattere la presenza della zanzara tigre, prevedendo salate multe per i trasgressori.

Ci troviamo però nel paradosso di vedere la Polizia Municipale impegnata nel perseguire i privati che non rispettano l’ordinanza, mentre le aree verdi a gestione comunale e municipale vengono lasciate del tutto a sé stesse: dall’erba spontanea che cresce tra i marciapiedi della zona, arrivando sino al ginocchio, alle aiuole spartitraffico, fino ai parchi gioco e alle aree verdi.

Così il IX municipio, che ha la fortuna di essere fra i più verdi della Capitale, con 3.162.800 metri quadri di aree verdi, diventa una trappola nella quale le zanzare hanno la possibilità di proliferare a prescindere da quella che è l’azione dei privati, per non parlare del sempre presente rischio di incendi dovuti alla mancata manutenzione delle sterpaglie.

Inoltre, nei 2.061.916 metri quadri di aree attrezzate per il quartiere (record fra i municipi romani) e dunque destinate in via teorica ad essere luoghi di incontro e vissute regolarmente dai cittadini, il degrado regna sovrano, privando i cittadini del municipio della possibilità di vivere i propri quartieri come meriterebbero: una palese violazione dell’articolo 1.4 dello Statuto di Roma Capitale che impegna l’amministrazione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ambientale.

Nei pochi casi in cui gli interventi ci sono stati, come in alcune arterie principali come Via di Vigna Murata, via di Vallerano, via Marinetti, lo sfalcio è avvenuto solo in parte, mentre rimangono pericolose aiuole spartitraffico con il verde ad altezza uomo o con erba talmente alta e secca che si è ripiegata su se stessa.

Quale è la strategia del Municipio dinanzi a tutto ciò? Fino a quando le colpe saranno delle precedenti amministrazioni o della scarsità di fondi (come recentemente ribadito dalla Montanari in una riunione del consiglio municipale)? Quando assisteremo a nuovi investimenti e ad un migliore uso delle risorse del Servizio Giardini?
Anche semplici soluzioni come le sponsorizzazioni delle rotatorie, che nel turpe passato ne garantivano la manutenzione, o ipotesi come il c.d. “baratto amministrativo”, sono state nel tempo rifiutate dall’amministrazione pentastellata.

Chi amministra un comune o un municipio ha l’obbligo di fornire servizi ai propri cittadini, non di esasperarli fino al punto di autotassarsi pur di usufruire di servizi per i quali già pagano tasse tra le più care d’Europa.

Di sicuro l’immagine migliore a rappresentare la non curanza dell’attuale amministrazione nei confronti del verde pubblico è la giungla a Largo Benenson, di fronte all’Aula Consiliare del IX Municipio, luogo istituzionale pronto a ricordare quotidianamente al Presidente D’Innocenti ed alla sua Amministrazione le proprie mancanze ed in efficienze.

Magliette Gialle PD Roma IX

(Iniziativa "Magliette Gialle" del PD Roma, IX Municipio, Maggio 2018)